Colleghi pezzenti e servi…soprattutto invidiosi

Vi riporto un’esperienza mia lavorativa di quando avevo 17 anni…

Quello fu un bellissimo stage di sala. Le mie doti, seppur accompagnate ancora dalla scuola (andavo in 4 superiore), erano già notevoli nei miei lavori (cuoco, cameriere e barista/barman). La forza della Passione! Il locale è pieno, pieno a tal punto che i clienti che arrivano aspettano in piedi per il prossimo tavolo libero. Un cliente, poco dopo che ha pagato, mi lascia 200 euri di mancia sull’unghia. Io dico grazie e lui, il cliente, dice che sono veramente bravo nel mio lavoro e che questo extra è d’obbligo. Beh, dovete sapere che ha voluto che gli presentassi parecchi vini (con tanto di storie varie) e fare il sommelier a 17 anni, è cosa molto rara. Fu una bella soddisfazione! Dopo quella mancia, ne ricevo un’altra un pelino più piccola (100 euro se ricordo bene) da un altro cliente che si congratula per l’eleganza che mostro nel servizio in sala. Siamo a 300! In quella giornata arrivai piano piano, a 500 euro di mancia. Mica male per uno che è alle prime armi. Un collega si avvicina arrabbiato e mi dice che questi soldi sono dell’azienda (grossa cazzata, perchè me li avevano messi direttamente in tasca), rispondo a tono dicendo che se fosse stato così li avrebbero dati al gestore per metterli nella cassa comune delle mance del personale. E’ ben diverso. Un tizio di oltre 30 anni che rompe le palle ad un ragazzo di 17 anni per le mance, bella prova di maturità. A 17 anni ero molto agitato e non mi ci voleva nulla per spaccare la faccia (in maniere anche serie) a qualcuno. Questa è invidia, solo che contestare un 17enne che sta imparando a lavorare è veramente da pezzenti. E’ in questi casi, secondo me, che ci vogliono le armi da fuoco! Altri due colleghi mi contestarono ma il gestore, prese le mie difese nonostante avessi già detto le mie ragioni per bene e con toni di guerra (nessuno mi mette i piedi in testa e già mi chiamavano Gengis Khan negli ambienti marziali). Li avrei menati tutti quanti e con uno ero già pronto per un bel cazzotto in faccia ma il gestore, riesce a calmare le acque. Putacaso fra pochi giorni, finiva il mio contratto di stage scuola-lavoro. Negli stage scuola-lavoro non ti pagano (salvo eccezioni) ma le mance, se capitano, ci possono essere in quanto sei parte comunque dell’azienda. Di già non ho lo stipendio perchè non è previsto in quel tipo di contratto, mi rompi il cazzo per la mancia… sei proprio un fallito; tipica attitudine di questo Paese (invidiare gli altri perchè provano a farcela)! Manco da dire che questi cari colleghi erano poveri, tutt’altro! Pezzenti e servi, nonchè invidiosi. 😀

img-20170326-wa0000.jpeg
La risposta all’invidia è questa: FUCK OFF!

Tornai a casa con 500 euro in tasca, sotto gli occhi fieri del gestore e le facce rosse di quei colleghi del cazzo che crepavano dall’invidia. Per avere meritocrazia (nel senso giusto del termine) qua, devi veramente dichiarare guerra a tutti.

Buona domenica da Ade

nopain-thumb-700x700

Annunci

24 thoughts on “Colleghi pezzenti e servi…soprattutto invidiosi

  1. gli apprezzamenti retribuiti, spesso vengono vissuti dagli altri (che non prendono soldi) con quel senso di malanimo che mira solo al danaro… dell’altro. Non vedono altro Ade, non vedono e non ammettono che da una persona “Brava” preparata, colta, intelligente, si potrebbe solo apprendere e migliorare… A scuola davano del secchione a chi studiava e prendeva sempre buoni voti… nel lavoro è lo stesso… Io ho sempre voluto imparare da chi ne sa piu’ di me… ma la regola del danaro è diversa… da sempre in una stessa barca tutto si vive e si divide… ecco perchè esistono persone che guadagnano senza faticare… Capitalismo lavoro padrone Operaio… facci caso.. anche tra gli operai c’è capitalismo… Sai cosa dice mio padre? o meglio cosa diceva quando lavorava da operaio? “se non sto attento mi fanno le scarpe… ed era riferito ai suoi colleghi, mica al Capo! 🙂

    Liked by 1 persona

      1. Se cambiassi, non sarei la persona illuminata che tanti ammirano (parlo del reale, del virtuale mi importa na sega).
        Chi sa di essere nel giusto, non cambia mai… perchè deve cambiare? Fanculo! 🙂

        Sai da che famiglie provengo, so di cosa parlo… musica o non musica 😉

        Liked by 1 persona

      2. Ade… quello che sto cercando a fatica di dirti è esattamente quello che hai detto ora “Se cambiassi, non sarei la persona illuminata che tanti ammirano (parlo del reale, del virtuale mi importa na sega”. il puntiglio qui dentro… non serve. l’affermazione sta fuori di qui. e con questo non sto dicendo che esiste qui falsità… ma sicuramente molte persone si muovono come meglio gli aggrada e con piu’ facilità di come potrebbero fuori nei marciapiedi .. nella vita. lo sai meglio di me come “funziona2 il sistema… basta un clik e si è bannati… cosa che nella vita non è permesso fare perchè bisogna affrontarsi vis tu vis.. ok! E poi io mi esprimo ANCHE con la musica. qui e FUORI di qui. stacco. a presto Ade, come sempre….

        Mi piace

      3. era scritto in un milanese.. era una metafora … dai ade lo so che è uno scambio di opinioni… conta la prima parte di quella mia risposta…

        Mi piace

Fammi paura con ciò che pensi...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...