Con amici: riflessioni sul carrierismo e altre cose

Riuniti davanti a delle sane birre, parliamo di molte cose. Siamo tutti dello stesso settore ma con storie, ovviamente, differenti. C’era uno (barman e aggiungo eccezionale, perchè fa delle acrobazie da capogiro) che non vedevo da tanto tempo e non mi ricordava così possente di fisico. Mi domanda su un’ipotetica quantità di proteine che assumo giornalmente per essere così grosso. Domanda scherzosa ovviamente e ridiamo tutti. Dopo qualche cazzata, attacchiamo a parlare di cose serie sul nostro settore e sulla crisi. Attacchiamo a parlare del carrierismo, che è un fenomeno esasperato che ancora oggi si manifesta in maniere appunto pazzesche. La crisi non riuscirà a fermare il carrierismo, ci scommetto pure l’anima. Introduco un po’ l’argomento e spiego che il carrierismo è un fenomeno che è strettamente collegato al Capitalismo, dunque i carrieristi ci sono da tantissimo tempo (solo che oggi è proprio una malattia virale). Uno dei tizi, uno chef, ci spiega il carrierismo sfrenato nei nostri ambienti e non posso di certo contraddirlo… le cucine sono un’arena di lotta e non è che sia il bene assoluto. Parlando per me, sono sempre stato un tipo molto ambizioso e mi sono sempre dato delle mete ma mai da carrierista. I miei risultati, che non sono di poco conto, li ho raggiunti senza dover fare chissà cosa e corrompermi l’animo a correre contro tutti. Ho tante altre mete da raggiungere ma non farò mai il carrierista, è contro ai miei principi. Coi tizi si parla appunto del fatto che molti cuochi si sentono “chef” (cioè i capi-servizio), solo perchè sanno cucinare bene. Prima di tutto, bisogna evidenziare quel “bene” perchè è un concetto molto singolare e poi, per diventare chef esecutivo (il Boss della cucina) ci vogliono anni… tanti anni… e non tutti ci riescono (non a caso molti si fermano alla carica di secondo chef che è comunque alta). Anch’io potrei dire di saper cucinare bene tanti piatti e non solo della nostra bellissima tradizione culinaria ma non è nemmeno l’antipasto per essere uno chef esecutivo. La leadership non mi manca ma non basta comunque per quella posizione. Uno chef esecutivo di un certo livello (magari da Stelle Michelin) ha minimo 25 anni di servizio come cuoco. 25 anni di lavoro nel solito settore sono tanti, mica noccioline! Poi lo chef esecutivo è solo uno (nella brigata di cucina), dunque è una carica con selezioni molto severe. Tutti gli chef che ho conosciuto (lo spiego anche durante il confronto con questi amici) non sono mai stati dei carrieristi, hanno lottato per la loro meritocrazia ma mai a livelli esasperati. Un mio professore di cucina dei tempi della seconda superiore era uno chef e di lui ho ricordi fantastici… e soprattutto perchè mi diede 9 al compito di cucina. 😀

Avere uno chef come prof. di una materia d’indirizzo è il massimo. Impari di tutto e di più, sia in pratica come anche in teoria.

Tornando al confronto sul carrierismo sfrenato, portiamo alla luce delle realtà sconcertanti sui nostri ambienti. Se uno vuole fare il carrierista, è libero di farlo e di sicuro raggiunge le mete prefissate ma il prezzo da pagare è una colossale corruzione morale, per il semplice motivo che ha trasformato le passioni in ossessioni. Tante persone, per il soldo facile, ammazzerebbero pure la mamma.

Concludiamo i nostri discorsi col bellissimo tema dei tattoos (siamo tutti tatuati) e uno mi fa: “Ade, hai in mentre altri tattoos?” Io: “gli ultimi sono quelli sulle dita ma ne ho altri 3 che dovrei fare entro la fine dell’anno…” Lui: “cioè?” Tutti mi osservano… ed io: “una scritta in gotico “WARRIOR”, un bellissimo disegno con scritta in stile chicano sulla cannabis ed una scritta sulla Musica sul petto, sempre in stile chicano.” Uno dei tizi: “scritta a collana eh? Roba da cattivi!” In effetti le scritte a collana sul petto sono molto d’impatto e se il significato è forte, si amplifica il tutto. Non l’ho ancora preparata… XD Il tatuatore mi martella la fava per il fatto del preventivo (ha ragione) ma ho poco tempo per prepararla. Sarà l’ultimo dei 3 che farò… anche solo per il prezzo che salterà fuori.

I migliori stili per le scritte sul petto (o su altre parti del corpo) sono: gotico e chicano.

20161130_165009
So sempre vestito di rosso… XD

Domani torno a scrivere di mostri e tizi pompati alla Bane. 😀

Un caro saluto da Ade

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15 thoughts on “Con amici: riflessioni sul carrierismo e altre cose

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  1. la passione e l’amore per il proprio lavoro sono la carica giusta per migliorare in qualità, l’ossessione è deleteria poichè per sua causa si oltrepassano regole morali e molto probabilmente non c’è motivo di arrivarci se non per soldi.; altrimenti non si spiega il perchè molte volte si mangia meglio in ristoranti di medio prezzo piuttosto che nei più blasonati

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    1. Levando i posti ove veramente si mangia in maniere quasi perfette (ristoranti stellati o da gambero rosso), il resto delle cucine di “alto livello” sono sopravvalutate e discutibili. Meglio la trattoria del paesello.
      Ho lavorato anche in questi posti… ne so qualcosa (intendo posti di lusso) 😀
      I miei guadagni non sono miseri ma non sono un carrierista appunto. Mai lo sarò.

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  2. Non amo i bocconi piccoli. Non amo la cucina raffinata ma amo una bella presentazione di un piatto. Mi accorgo quando un risotto è precotto e condito al momento. L’arte del sapere mettere insieme ingredienti è una passione che pochi hanno. I cuochi migliori sono quelli semplici che cucinano per piacere e non per dovere. Entro sempre in posti quando viaggio dove i tir sono in sosta… un perché ci sarà. Lavora bene chi fa davvero il mestiere che vuole fare…. quindi Ade… hai una lode …per come esponi il settore…🌷

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    1. Ogni lavoro è un dovere, dunque un cuoco cucina anche per dovere.
      Il punto è che questo sistema corrompe le persone e le fa scannare fra loro, per il carrierismo o altre cose.
      Per fortuna ci sono molti che capiscono e non si fanno ammaliare da questa roba.
      Io sono barman comunque 🙂

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      1. Ho seguito qualche giorno fa l’inchiesta su cuochi stagisti nei rustoranti micheline.. posti stellati … ho visto lo schifo. Mi è bastato. Uno schifo !

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