Il 25 Aprile, l’Antifascismo e il retaggio che prova a lasciarci

Qualcosa su Gramsci

Su Mussolini, Gramsci disse: Divinizzato, dichiarato infallibile, preconizzato organizzatore e ispiratore di un rinato Impero Romano, conosciamo quel viso: conosciamo quel roteare degli occhi nelle orbite che nel passato dovevano, con la loro ferocia meccanica, far venire i vermi alla Borghesia e oggi al Proletariato. Conosciamo quel pugno sempre chiuso alla minaccia, Mussolini è il tipo concentrato del piccolo-borghese italiano, rabbioso, feroce impasto di tutti i detriti lasciati sul suolo nazionale da vari secoli di dominazione degli stranieri e dei preti: non poteva essere il capo del Proletariato; divenne il dittatore della Borghesia, che ama le facce feroci quando ridiventa borbonica-

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Gramsci, sul nostro Stato disse (prima del discorso sul Duce mi pare): -Lo Stato italiano ha dato il suffragio solo alla classe proprietaria, è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e a fuoco l’Italia Meridionale e le isole, crocifiggendo, squartando, seppellendo vivi i contadini poveri che gli scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di «briganti»-

Introduzione:

Gramsci è stato l’unico a capire realmente le origini del Fascismo, ha lasciato in eredità tantissimi scritti ove tratta le ragioni storiche/politiche/sociali di questo fenomeno. I comunisti e gli anarchici, non a caso, sono state le uniche formazioni a comprendere un reale pericolo sui fascisti al potere. Di già una classe politica liberale può fare danni quasi catastrofici, per il semplice motivo che opera a pro del potere (anche se viene manifestato in maniere non totalitarie). Non tutti i liberali sono criminali ma i più, hanno sempre e comunque operato nell’interesse delle caste e del sistema, lasciando le briciole alla gente comune. Vivere in una situazione così è già pesante (vedete oggi, che abbiamo un Capitalismo collassato al massimo e che collassa sempre di più), figuriamoci un sistema corporativo che tende a chiudere ancora di più una Nazione, col pretesto del nazionalismo. Il Fascismo, in soldoni, è una politica che tende a chiudere (dopo la analizziamo meglio).

Qualcosa sul Fascismo, sulla mentalità reazionaria e qualche appunto storico

Non voglio fare le solite retoriche su quel periodo, chi conosce un po’ la Storia si rende conto che è stato un periodo pieno di contraddizioni, su ogni punto di vista. Il termine “Fascismo” viene creato dal Duce ma la mentalità, credo, ci fosse già da tempo nel nostro Paese. Di certo non si può bollare come “Fascismo” certi periodi antecedenti al ventennio di Mussolini ma l’indole reazionaria, avoglia se c’era. Vi riporto un esempio: quel famoso sciopero a Milano, ove il generale Beccaris ordina di reprimere la folla (pacifica e disarmata) coi cannoni. Il Re lo premia poi con una medaglia ed infine, entra in scena il caro compagno Bresci (“non ho ucciso il Re, ho ucciso un principio“). All’epoca nessuno avrebbe bollato il generale Beccaris come “fascista” ma l’indole era comunque simile. L’Italia è sempre stato un Paese reazionario, anche prima dell’Unità di Stato (certi tratti corporativi li abbiamo ancora oggi, nonostante tutte le conquiste delle lotte sociali). L’odio verso i poveri, nel nostro Paese, c’è sempre stato (altrimenti i meridionali non sarebbero stati il capro espiatorio perfetto). Il Fascismo odia le classi subalterne, anche se poi le usa per la demagogia. Levando il fatto che la politica italiana (salvo eccezioni) è sempre stata buffonesca e mediocre (col Fascismo si toccherà l’apice di queste particolarità, assieme alla violenza sistematica), mi viene da pensare che il Fascismo sia stato un fenomeno quasi impossibile da fermare (mica lo scrivo con felicità). Come se tutta la merda che l’Italia si portava da tempo, sia venuta fuori tutta in una volta. Non a caso si dice che non ci sia limite al peggio. L’Italia pre-fascista era ridotta alla frutta (peggio di ora per intenderci, seppur con differenze per via dell’epoca e altre cose) ma l’Italia fascista scende sotto terra ai massimi livelli. Il Fascismo trovò ostacoli sin dall’inizio ma li analizziamo non appena attacco a trattare l’Antifascismo. Il Fascismo è un’idea che affascina e intriga, ed ha affascinato quasi quanto il Marxismo e l’Anarchismo (il 1900 è il Secolo delle ideologie, giuste e non). Ciò che contesto al Fascismo (precisiamo che l’ho analizzato anche meglio di altre idee, proprio per confermare la mia vena antifascista e ribelle) non è solo la dittatura e vi spiego il perchè. 1- Non tutti i fascisti erano a pro del sistema totalitario (nel ’43 Mussolini venne votato in minoranza anche per una serie di critiche fatte alla sua dittatura, da parte di alcuni importanti burocrati di Partito). 2- Il Fascismo si divide in due grandi fazioni: Fascismo monarchico e Fascismo repubblicano. Il Fascismo monarchico era composto da tutti i vecchi ufficiali e burocrati del Regio Esercito e quindi fedeli ai Savoia, mentre la parte repubblicana era composta dai nuovi gerarchi del Partito, che parlavano di Rivoluzione e cambiamento collettivo. Certamente era pura demagogia (in entrambe le fazioni) e tutti operavano per la grande finanza e per il capitale ma avevano creato una propaganda capace di ammaliare anche chi stava a Sinistra, come i traditori Nicola Bombacci e Berto Ricci (il primo era un comunista ed il secondo era un anarchico). Da comunista quale sono, non posso contestare solo la dittatura perchè anche nella mia ideologia è presente una dittatura, anche se totalmente diversa da quella fascista (nel Comunismo c’è il Popolo, nel Fascismo comandano i padroni e le banche; la differenza è notevole). Quando analizzo il Fascismo contesto la mentalità e poi certo, il sistema e l’ideologia in se. E’ una mentalità non tanto diversa da quella mafiosa, perchè tende a prevaricare e distruggere (un primo abbozzo di mentalità fascista, la possiamo trovare nell’esasperato nazionalismo italiano durante gli scontri nella Grande Guerra, per scacciare i nemici). Questa mentalità si unisce ad un sistema che non crea meritocrazia (solo ai potenti al limite) e non crea sbocchi per un ipotetico progresso. Costringere i lavoratori a stare nelle corporazioni, significa negare loro il diritto di autodeterminarsi. Questa libertà non c’è nemmeno nel Capitalismo (l’autodeterminazione, che è sacrosanta a mio avviso) ma non è comunque paragonabile al clima pesante del Nazi-fascismo. Il Fascismo, non a caso, si basa sulla disuguaglianza di fatto e sul disprezzo del lavoro. La gente comune poteva anche andare a lavoro ogni giorno e prendere lo stipendio (da fame) ma rimaneva immobile. Il lavoratore (di ogni settore) è la base di uno Stato; se il lavoratore è immobile a causa di politiche errate, il Paese di conseguenza non va avanti (è logico). L’Italia fascista era chiusa nell’immobilismo burocratico, tanto per la cronaca. Con l’autarchia poi, l’economia italiana scese ancora più in basso. Poi certo, i crimini commessi in Italia e fuori dall’Italia sono una conseguenza del sistema assoluto e poi dell’asservimento al Nazismo (mi raccomando, bisogna sempre contestare la novella del buon soldato fascista, perchè in alcuni casi gli italiani fascisti furono più subdoli dei nazisti). Mussolini fece la celebre “battaglia del grano” per valorizzare l’agricoltura italiana ma era pura propaganda. Vi riporto due esempi in base alle mie terre d’origine (Toscana e Sicilia): in Toscana c’era la mezzadria che è un sistema che funziona (mangiano tutti) ma col Fascismo venne dissanguata sotto ogni punto di vista. I contadini facevano la fame, mentre i mezzadri diventavano potenti come gli agrari del Sud. Nel Sud c’era il latifondo, che è un sistema di merda a priori (va tutto ai capi, perchè è un feudo) ma col Fascismo diviene ancora più merdoso, coi mafiosi a capo delle terre (grazie ad una politica che intrecciava più poteri, al fine di stroncare ogni Resistenza operaia e contadina). Lo stesso Prefetto Mori capì questi compromessi e cominciò a dubitare sull’onestà della politica fascista. Mori stava in Sicilia ma iniziò poi ad indagare sulla collusione fra il PNF e le mafie italiane. Mori era un servitore dello Stato (non si è mai dichiarato fascista) e fu mandato dal Duce per combattere appunto la mafia. Mori piano piano scopre dei fatti allucinanti, che ad oggi fanno capire che la Trattativa Stato-Mafia c’è da tantissimo nel nostro Paese (anche prima del Fascismo, certo). Mori, non a caso, fu esautorato del suo potere e fatto politico. Mussolini era un manigoldo su queste cose; premiava chi faceva troppe domande per levarselo dalle palle. Su Mori, penso che sia stato l’unico sano di quel periodo. La mafia l’ha combattuta ma non per volere del Fascismo. Mussolini era abile nel gettare fumo negli occhi, dunque fece poi credere che la mafia in Sicilia era stata distrutta… come no! I veri sforzi contro le mafie (con numerose vittorie ma anche con perdite terribili), sono state fatte nella Prima Repubblica. E’ giusto sapere questo, scusate la parentesi. Non c’è nulla da rimpiangere nel Fascismo, bisogna solo capire gli errori per evitare di rifarli. L’Italia non ha fatto i conti col Fascismo e ve lo scrive un nipote di Partigiani, come l’Europa non ha fatto i conti col Nazismo. Oggi assistiamo a demagogie simili, con un odio per il diverso che la Storia ha decretato come “pura follia“. Ultimo appunto sulla corruzione: un sistema totalitario, salvo eccezioni, si corrompe più di un sistema liberal-democratico. Senza ricambi di potere, arriva la corruzione… prima morale e poi a livello di ruberie o altro. Certamente oggi le Democrazie liberali possono giocare a chi è più corrotta ma la corruzione portata dai sistemi corporativi, per fortuna, è inarrivabile (al limite possiamo dire che la puzza di quelle politiche, ancora si sente). Marx diceva che la Storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia e la seconda come farsa. A causa di persone che hanno capito poco gli errori e le tragedie di ieri, oggi viviamo in una farsa! 😀

Essere antifascisti: baluardo sui sani valori come la Giustizia Sociale ma anche sinonimo di Progresso morale/politico/sociale/intellettuale e Responsabilità Storica

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Mussolini trovò subito opposizioni; questa è una delle cause di una violenza fascista sempre più efferata nelle strade di ogni città o paese d’Italia (l’assassinio di Matteotti, che ebbe le palle di sputtanare i crimini fascisti in Parlamento). I primi a muovere guerra alle squadracce fasciste furono gli Arditi del Popolo. Gli Arditi del Popolo furono una coalizione fra: comunisti, anarchici e social-democratici. Fra i tanti nomi celebri dei capi degli Arditi, spuntano Gramsci per i comunisti e Malatesta per gli anarchici. Gli Arditi del Popolo venivano da una scissione dei vecchi Arditi d’Italia (gli eroi e reduci della Grande Guerra). Gli Arditi d’Italia si schierarono tutti coi fascisti, ammaliati dal Futurismo (avanguardia importante) che esaltava il rumore delle armi e la voglia di guerreggiare ovunque ma gli Arditi del Popolo, capirono il pericolo dei fascisti al potere perchè erano i rappresentanti del sistema e non della Libertà. Lo stesso Lenin aveva rispetto per gli Arditi, assieme a tutti i Bolscevichi. Il Fascismo nasce (idem il Nazismo) come reazione dei potenti contro il pericolo rosso (la vittoria della Rivoluzione di Lenin fece cagare sotto i potenti di tutto il Mondo ed in primis, i potenti d’Europa). La Borghesia (alta, media e piccola) cominciò ad usare i massoni, i mafiosi e poi i fascisti come scudi contro il Comunismo. Al Fascismo (e soprattutto al Nazismo) aderirono pure i nobili, non tanto per una vena reazionaria tipo quella piccolo-borghese ma per via della paura verso i comunisti e gli anarchici. Il Nazi-fascismo è un prodotto del Liberalismo, inutile negarlo (e della finanza, nonchè delle banche). E’ il braccio armato del capitale, proprio come la mafia. C’è da dire che non tutti i liberali furono a pro di queste politiche (Gobetti in Italia, è stato uno dei più puri esempi di Antifascismo militante, ed era il capo di Rivoluzione Liberale) ma i più si e si svegliarono SOLO dopo che il Nazi-fascismo iniziò a giustiziare tutti e non solo gli odiati comunisti/anarchici. Chiusa la parentesi, voglio solo provare a spiegare che essere antifascisti significa essere nel giusto, significa battersi per un Mondo più equo. L’Antifascismo non è patrimonio solo della Sinistra; certo, la Sinistra (di qualsivoglia Paese europeo) è stata la fazione politica a pagare i prezzi più alti (in Italia poi…) e quella che ha combattuto di più ma bisogna rendere omaggio a tutte le fazioni che in un modo o nell’altro, hanno contestato le politiche di Mussolini e di Hitler. Ciò che non si vuole raccontare per esempio, è che l’URSS è stata la Nazione con più morti durante la guerra e la Resistenza prima, durante e dopo Stalingrado. Tornando all’Italia, si vuole dare il merito solo agli Alleati, non sapendo che i Partigiani combattevano già da tempo… anche ai tempi delle lotte clandestine. Di cosa stiamo parlando? Firenze è stata liberata dagli italiani (i miei nonni toscani erano là, coi fucili in spalla e con la bandiera rossa rivolta all’orizzonte), Napoli ha avuto le 4 giornate ove gli italiani antifascisti respingevano i reazionari; lo ripeto, di cosa stiamo parlando? L’Antifascismo decade perchè si è creato un becero revisionismo storico (anche sulle Foibe, mi spiace scriverlo), assieme alla superficialità di chi governa e soprattutto, per l’ignoranza di una buona parte di popolazione che rinnega la gloria di esser Partigiano (magari hanno parenti morti in quei periodi e non lo sanno). Come ho scritto nel post di ieri, non ci si può aspettare la vena ribelle da un italico medio… è stato educato a leccare culi. Io non punto il fucile a nessuno e non obbligo nessuno ad essere antifascista ma ricordatevi che se infangate le persone come i miei nonni, infangate la Libertà che usate anche per offendere e magari sputate nel piatto ove mangiate. La stessa Libertà che è stata portata dai Partigiani, dopo tanti lutti e sangue versato. In altre parole create un paradosso. L’Antifascismo è una lotta che continua sempre ma il 25 Aprile, per noi italiani, dovrebbe essere un continuo spunto di riflessione per capire chi davvero ha combattuto per bene e non per le smanie di un despota/giullare e servo. Il “grande” Duce, colui che si è fatto beccare vestito da soldato tedesco in un camion. L’ultimo dei Cesari? XD XD

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Per mio modesto parere, l’Antifascismo dovrebbe essere messo come una vera Legge (migliore di quella di Scelba, che poi fatta da lui rimane un paradosso storico/sociale… la sua Polizia fu spietata come quella di Mussolini ma sono altri discorsi). E’ un valore intangibile che è stato stuprato non solo dalla politica (la DC è stata reazionaria, innegabile) ma come ho scritto prima, dall’ignoranza della gente (almeno negli ultimi tempi, perchè nella Prima Repubblica guai se offendevi tale valore nelle militanze politiche). Se vogliamo davvero un’Italia migliore, dobbiamo tornare all’Antifascismo e di conseguenza tornare alla Costituzione, che è il prodotto della gloriosa Lotta partigiana. Vale anche per il Mondo, dato che i Fascismi sono stati tanti (vedi il Piano Condor in America Latina durante la Guerra Fredda). Difficile parlare di Democrazia, se prima non si parla di Antifascismo. Studiate la figura di Pertini, lui è l’incarnazione dell’Antifascismo.

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Ne avrei tante da scrivere: sul Fascismo, sull’Antifascismo e su altre cose. Spero d’esser stato chiaro. Non gettate merda su questa data, fatemi sto piacere. Se lo fate, siete spietati tanto quanto chi fucilava i Partigiani. Non si getta merda sulla Storia a priori. Il Fascismo è Storia del nostro Paese e deve essere conosciuto (non significa condividerlo). Io sono antifascista per tanti motivi, non per banali slogan o moda. Ho il sangue ribelle e il Fascismo non è sinonimo di ribellione. Si vive in una Democrazia, potete essere come vi pare…basta accettare le conseguenze delle scelte. Io morirò comunista e partigiano, ne sono sicuro al 200%.

Vi lascio un paio di libri interessanti, fra i tanti:

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Lettura utile per chi conosce poco il Fascismo
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E’ una lettura per comunisti/anarchici ma la consiglio a tutti: si prende il concetto di Resistenza e lo si mette in vari periodi storici: ai tempi di Marx e di Engels abbiamo i Comunardi a Parigi, ai tempi di Lenin abbiamo la giovane URSS contro i Bianchi ed infine, la battaglia di Stalingrado come prima tappa della sconfitta del Nazi-fascismo.

Vi lascio qualche pezzo rivoluzionario:

Reichstag

Un saluto dal Khan

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20 thoughts on “Il 25 Aprile, l’Antifascismo e il retaggio che prova a lasciarci

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      1. Io ho iniziato la giornata, facendo sega a lavoro poi ho spalancato la finestra ed ho sparato a palla Bella Ciao nella versione dei Talco….vivo a Berlino

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  1. bell’articolo, denso, pieno di riferimenti storici e biografici. Ho un solo dubbio: ma la gente oggi lo sa chi è Gramsci? No, perché se in Francia Le Pen va al ballottaggio, non riesco a immaginare qua. Detto questo, buon 25 aprile, per me l’unica festa rimasta

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    1. Conosco ma Montanelli era di parte, dunque meglio lasciar perdere.
      Montanelli è stato un uomo interessante e colto (grande giornalista, indubbiamente) ma sostenere a spada tratta il Fascismo, in una Repubblica nata dalla Resistenza… capisci che… 😀

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      1. a me interessava un tuo parere… 🙂
        21 anni di fascismo è quasi un quarto di secolo … mica è poco. Mio padre lo ha vissuto come ragazzo… e spesso mi racconta ancora che tra le prime reclute di quel movimento, c’erano futuristi, arditi, rivoluzionari, repubblicani.
        E la storia ci insegna che alla fine è stato un partito che istituì una dittatura di destra, pur nascendo come movimento di sinistra.
        Mussolini, era un accanito sostenitore del PSI, e poi venne pure buttato fuori per via di quella ardita campagna sul “popolo d’Italia”… con le mani sulla cinta in segno di sfida vedeva la guerra, come una grande occasione per una rivoluzione proletaria. Ai Fasci invece interessava solo ottenere il potere. Non hanno mica dato fuoco alla sede milanese dell’”Avanti”?? allo scopo di intimidire tutti gli esponenti socialisti, tanto da creare squadre d’azione fasciste, composte da giovani studenti, ex combattenti e ufficiali appena congedati. Altro che “fasci” di grano maturo … e solidarietà proletaria… 🙂 Montanelli per me resta un illustre giornalista… e basta . E quando passo da Piazzale Loreto, sorrido… punto. buon 25!

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    1. Bello si, rifatto dai Sovietici ha un qualcosa di epico.
      Comunque, la canzone “Bella Ciao” è partigiana ma nata dopo la guerra. La vera canzone della Resistenza è “Fischia il Vento”. Canzone cantata più o meno da tutti ma soprattutto dalle formazioni di Sinistra (la Rossa Primavera).

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