Post motivazionale e riflessivo sul 1 maggio

quarto-stato

E’ una data che sta perdendo il suo valore storico e non è solo per la crisi. La crisi talvolta viene usata come spauracchio (dai potenti e dai fannulloni) e di conseguenza, si getta merda su contesti che meritano solo rispetto.

Un augurio speciale a chi lavora e lotta come me, ed ha le proprie soddisfazioni specie se il lavoro che svolge, gli piace e non poco (badate bene che si lotta anche per gli altri e non solo per un bisogno individuale). A chi cerca lavoro, auguro che trovi qualcosa da fare e soprattutto gli mostro la mia più totale e sincera solidarietà. Non gettate mai la spugna, altrimenti la date vinta ai potenti che godono nel vedervi non fare un cazzo per via di queste situazioni molto critiche. In tempi di crisi, purtroppo, non mancano di certo i lavativi che stanno sempre a grattarsi le parti basse in casa, senza avere manco il coraggio di andare a sentire per qualcosa da fare. Lo so che oggi è difficile ma essere fannullone non è comunque una soluzione. A me piace divertirmi (e nelle maniere più folli possibili) ma non ho mai oziato, perchè l’ozio è il padre dei vizi. C’è il tempo del dovere e il tempo del piacere.

Sono stato disoccupato anch’io, anche se per fortuna solo un anno (nel 2013). Ho avuto la bellezza di trovare lavoro subito dopo la Maturità (2011) e mi so reso conto che è stato veramente un colpo di fortuna. Mi era scaduto l’ultimo contratto che avevo e non venne rinnovato, a causa di una crisi che si faceva sempre più intensa. Un anno di disoccupazione è nulla, rispetto a chi ci sta da tanto tempo ma è comunque una rottura di palle. Non mi sono mai arreso e piano piano ho trovato altre offerte interessanti, fino ad arrivare ad oggi che mi tratto piuttosto bene. Nel 2013 avevo un bel po’ di progetti ma per via della disoccupazione, ho dovuto rimandare tante cose. Feci il viaggio a Praha con amici, perchè i prezzi erano accettabili. Quei progetti sono stati ripresi piano piano e sono arrivate le soddisfazioni che aspettavo. Ho sempre avuto pazienza e quella, ti ripaga sempre. Mi scocciava chiedere i soldi ai miei ma di soldi personali, ne avevo pochi ed a malapena mi bastavano per le sigarette o altre cose. Ho sempre avuto buoni stipendi ma i soldi comunque finiscono, specie se hai un bel po’ di spese. Dopo il 2013 ho ingranato meglio la marcia e sono arrivato appunto ad oggi (facendomi un culo notevole ma adoro il mio settore, dunque va bene così).

Le conquiste che oggi ci negano (tanti manco sanno cosa fu lo Statuto dei Lavoratori), erano scomode già nei tempi in cui vennero fatte… ed il Capitalismo era meno degenerato di oggi o degli ultimi anni. Per farvi riflettere, anche solo un pochino.

Buongiorno!

Gengis Khan

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25 thoughts on “Post motivazionale e riflessivo sul 1 maggio

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  1. Tu sei un ragazzo, bravo e fortunato, a me fa rabbia che tanti cinquantenni perdono il lavoro e non gliene frega nulla a nessuno. Il lavoro era un diritto, ora, con l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per ottenere il quale tanto si è lottato, si è creato uno strumento di ricatto, il lavoratore è meno tutelato. Uno schifo. Oggi non c’è nulla da festeggiare. Ciao.

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    1. La data è importante. Più che fortunato, mi so fatto il mazzo per arrivare a star bene. Nessuno mi ha mai regalato nulla (nel mio settore non esiste proprio).
      Pensa quanti giovani non hanno futuro per questa situazione, gente che ha studiato tanto come me o più di me. È merda per tanti.
      Lo stesso però, il 1 maggio è importante e non va scordato. Mai arrendersi!

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  2. Non ho mai messo in dubbio che tu ti sia fatto ” un mazzo” per arrivare ma penso anche che, se si ha un lavoro e un lavoro che ci piace, un pizzico di fortuna c’è sempre. Dico questo in un’accezione positiva proprio per il motivo che hai scritto. Al Governo per assurdo c’è un ministro della Pubblica Istruzione che dà consigli per la maturità ai ragazzi e non ha nemmeno il diploma. Ovviamente non è credibile ed è pure pericolosa per certi versi.

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  3. I veri leader sono quelli che si occupano non solo del proprio ma del benessere collettivo.E’ di queste figure che avremmo bisogno .Sto leggendo un libro in cui si parla di Emilio Lussu un antifascista sardo, confinato ed anche di salute cagionevole, che quando i suoi osarono chiedere la grazia a Mussolini per lui si arrabbiò come una pantera perchè lo riteneva un affronto ai suoi ideali ed alla sua integrità morale. Fai tu….

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