Troppe etichette fanno male e non portano a nulla!

Quando stavo su Facebook, assistevo alle “conoscenze” di personaggi più unici che rari. Solitamente si definivano “comunisti” o “anarchici” e levando chi era veramente serio e coerente come potrei essere io, il resto erano solo persone che oltre a sapere poco e nulla, riempivano il loro spazio virtuale con: frasi fatte (anche giuste ma pur sempre fatte), slogan inutili e soprattutto ETICHETTE. Io sono sempre lieto di beccare compagni, perchè mi viene sempre da pensare che il futuro c’è ancora ma ho comunque imparato che la bellissima parola “compagno“, viene spesso e volentieri usata a sproposito. Su Facebook ero popolare per la mia indole di farmi bannare da pagine e gruppi, quando scoprivo che i vari admins erano il contrario di quello che dicevano di essere. Adoro smascherare i pezzi di merda travestiti da persone serie. Le etichette non servono a nulla, perchè creano solo personaggi fittizi. A causa di queste etichette, l’immagine e quindi l’apparire diventano più importanti della sostanza e della competenza. Una volta beccai un contatto di Facebook, ove al posto del nome c’era scritto: “anarchico anti-specista, anti di qua e anti di là…“. In un messaggio privato per conoscerlo, gli avevo scritto a battuta se all’anagrafe si chiamava realmente così o se magari aveva un nome proprio di persona… e che cazzo! XD Se una persona sceglie di seguire certi giusti retaggi come possono essere il Socialismo o l’Anarchia, non ha bisogno di aggiungere altro perchè si capisce bene il suo orientamento (se è serio). Deve solo cercare di essere coerente con le proprie posizioni, senza perdere tempo in futili etichette. Io non sono e non sarò mai vegano o vegetariano per esempio ma non vado a scrivere “onnivoro” accanto al mio nome, che senso ha? L’anticonformismo conformista, è il paradosso peggiore degli ultimi tempi… è un’aberrazione in tutti i sensi! Non si riduce ad etichetta un’idea giusta, specie se quell’ideale ha lasciato un ottimo retaggio (seppur imperfetto) con tante conquiste. E’ da idioti, nulla più!

Personalmente dico solo di essere me stesso e chi mi conosce, sa chi sono e per cosa mi batto. Penso basti! 😀

Ade Khan

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29 thoughts on “Troppe etichette fanno male e non portano a nulla!

      1. dico solo che dal web è difficile capire la serietà delle persone. Sono diversamente giovane 😂 59 anni e mi piace giudicare le persone solo dopo averle conosciute sul serio. Ma il web è bello perché mette in contatto individui che altrimenti non si sarebbero mai conosciuti … però, come fai a capire dal web se uno è un compagno serio? A volte è facile, ma altre volte sento di “pseudo” compagni che a parole sono dei rivoluzionari, ma poi se si tratta di scendere davvero fisicamente in piazza allora si tirano indietro. Questi non li scoprirai mai in rete, ma solo conoscendoli di persona.

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      2. Un codardo lo senti a fiuto, pure in rete… avoglia te!
        Anch’io preferisco conoscere live una persona, in generale ma un vigliacco lo vedi subito. La maschera del web non sempre funziona.
        Se magari avremo occasione di beccarci, vedrai una persona coerente (sai che fo Arti Marziali, mi chiamano Khan) 😉 di quelli che ti spaccano il culo, in tutti i sensi. Come ti forgi in quelle attività e soprattutto come impari ad essere te stesso.

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      1. Io non strabordo… per una questione di rispetto verso l’altro. Tutto qua. Accetto il tuo punto di vista. Ognuno è come è e quindi non etichettato da terzi. 🦋

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  1. Si le etichette sono il male 🙂 e diventano conformismo, sono d’accordo con quello che dici, le definizioni invece sono differenti dalle etichette. Alle volte sottolineare cosa si pensa di essere o si è è però utile, credo che il passaggio ad etichetta avvenga sulla base dell’immagine ma se una persona dimostra sostanza l’etichetta muore. Comunque tra immagine e sostanza sai come la penso, è un mio pallino questa cosa e ti dirò che quando ho letto che hai avuto seguito per i tuoi Ban, beh, su questo ci somigliamo, prima ero come te, smascheravo i “falsari” ovvero coloro che si mostravano in una certa maniera ma poi le loro azioni e la sostanza dei loro comportamenti e pensieri svelava altro. Ora non lo faccio più questo per due ragioni. La prima è che se si incontrano certi personaggi e ci si rimane invischiati si possono cogliere delle lezioni da essi per migliorare se stessi e perdere l’ingenuità che si aveva magari prima, la seconda è che è uno spreco di energie perché questa cloaca si rigenera sempre e ha grande seguito, alla fin fine vengono legittimati da coloro che li seguono ma ci perdono sia gli uni che gli altri perché portare una maschera è faticoso, e presto o tardi quella fatica si trasforma in malattia, l’ho visto accadere più volte nel mio percorso sciamanico e avendo conosciuto molte maschere, parlo per quello che è il mio approccio ovviamente ma si l’ho visto accadere spesso e a quel punto, essendosi costruiti su una o più maschere poi non sanno più riconoscere il loro vero io. E’ una punizione sufficiente per me, smaschero ad oggi solo quando mi si offende perché comunque la mia dignità nessun@ me la può togliere, ma so anche che le persone vedono ciò che vogliono vedere quindi se perdo una tale battaglia loro perdono ancora di più perché illudersi è una sconfitta. Ho scritto un papiro, ciao Khan.

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    1. Io ero nel giusto, come sempre (ho fatto pure l’admin, ecco perché mi premeva fare in quel modo). Non sto più su Facebook comunque (posto di mafiosi e pieno di propagande di potere). Mi piace smascherare pure nel reale e là, mi diverto come un folle!
      Le etichette non devono esserci in ideali giusti, quando ci sono significa che si è capito poco e nulla di quelle idee in particolare.
      A lavoro, ho licenziato un bel po’ di persone per via delle maschere… pensa te! Ah ah ah!
      Era il periodo di quando imparavo a gestire la cucina… avevo pieni poteri, che soddisfazione fare il culo ai pezzi di merda!

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  2. L’uomo è un animale conformista e i cambiamenti lo spaventano. Le eticchette spesso tranquillizzano chi le ostenta e chi le rileva. Hanno un senso binario. Cosa ci sia dietro, anche a chi professa a parole grandi ideali, spesso è una sorpresa…Però a volte ci vuole anche del tempo e il beneficio del dubbio……

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    1. Non è vero, non siamo tutti pezzenti.
      Personalmente non ho mai avuto etichette, perchè ho sempre pensato ed avuto Coscienza critica (merito di una grande personalità, la mia e ottimi retaggi di famiglia).
      Si scelgono etichette perchè fa comodo, specie se non si è abituati ad avere Coscienza critica ma non siamo tutti così. Persone che pensano bene ancora si trovano, avoglia te.
      Occhio a chi giudichi 😀

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  3. Infatti quello che dicevo è che le eticchette fanno comodo in senso binario. La pubblicità lo sa bene e quando utilizza spot apparentemente progressisti spesso sotto utilizza messaggi di rinfozo…Sul lavoro non vendersi è quasi un esercizio spirituale ma a volte non è neanche una scelta vera, chi è educato allo sbisciolamento lo pratica, chi invece ha un buon concetto della propria anima cerca di preservarla.. Però il confronto mi piace e mi piace mettermi in discussione…..

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      1. Seppur foneticamente molto simile ad Adolfo, questo è un nome che ha una propria origine e un determinato significato. La sua origine è greca: con le parole Adephos e Adelphe si era soliti indicare le persone nate dalla stessa donna, vale a dire i fratelli. L’onomastico si festeggia il 29 agosto in ricordo di Sant’Adelfo, vescovo e confessore di Metz.
        Caratteristiche: Adelfo è arguto, furbo, capace di ottenere sempre il proprio tornaconto; è onesto e se gli viene chiesto un favore non si tira mai indietro. Gli piace ritagliarsi momenti di solitudine e dilettarsi nella lettura, e non gli dispiace neppure la pesca.
        Significato: fratello
        Onomastico: 29 agosto
        Origine: greca
        Segno corrispondente: toro
        Numero fortunato: 6
        Colore: celeste
        Pietra: berillo
        Metallo: argento

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