La Strada

Introduzione:

Tanti parlano di problemi che non hanno e che non avranno mai (per fortuna), dovrebbero stare muti per rispetto a chi lotta veramente. Se non la sai, che cazzo parli (o scrivi) a fare? Se ne trovano tanti che si mettono in bocca parole che vanno oltre le loro competenze; mi domando e scrivo il perchè di tali azioni impudenti?

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La Strada è una realtà che spesso e volentieri viene: strumentalizzata, mascherata e derisa. Viene strumentalizzata perchè si deve far apparire il sotto-proletariato come “gente schifosa”, quando i veri schifosi sono ben altri; viene mascherata perchè il Potere borghese/finanziario ha bisogno di apparire perfetto agli occhi esterni; derisa perchè i luoghi comuni che albergano in quei precisi ambienti, narrano di persone senza speranza e piene di epiteti. I poveri sono sempre stati il capro espiatorio perfetto, basti pensare a come sono sempre stati trattati i meridionali in Italia o le comunità afro/ispaniche in USA. Chi viene dal ghetto (vale anche per chi viene dai bassifondi di Napoli, per fare un esempio nostrano), è per forza un criminale… magari non per forza mafioso ma comunque disonesto. Esiste questa mentalità e affermare il contrario, equivale ed essere collusi con la suddetta mentalità. Uno dei primi passi per creare un Mondo migliore ed equo, è distruggere queste catene mentali. Bisogna farlo, uniti e coscienti, perchè più aspettiamo e più questa mentalità becera diviene Legge assoluta per chi non è in grado di capire le folli propagande mediatiche.

La Strada, in realtà, rappresenta le peggiori contraddizioni di questo Sistema. Rappresenta le esigenze collettive che non hanno voce in capitolo, rispetto agli sfrenati individualismi che promuove il Sistema capitalista. Di certo non sono tutti poveracci nelle varie borgate delle grandi città del Mondo ma anche chi sta un po’ meglio, deve sempre lottare per il pane e questo non va bene. Vivere in quei contesti, per come mi è stato raccontato, non ti da mai la sicurezza di stare sereno. Io non sono mai stato povero ma ho vissuto comunque in quei contesti per una parte della mia Vita. Mi sono forgiato come una spada indistruttibile e ne vado fiero, perchè ho avuto modo di apprendere roba che non viene insegnata manco nella migliore delle scuole pubbliche. La scuola è fondamentale per vivere, certo ma possiamo imparare anche da altri contesti. Contesti in cui, purtroppo, non ti è concesso sbagliare perchè se sbagli, sei fottuto… con la F. La Strada sta così da sempre, fortuna che un certo tipo di Musica ha ribaltato molte situazioni sociali. La Cultura da Strada (nata col Jazz ma riportata in vita dall’Hip-Hop), rappresenta un punto cardine delle Rivoluzioni sociali, contro gli stereotipi imposti da una Società che ama solo chi ha i soldi e disprezza gli altri.

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Ne avrei tante da scrivere sulla Strada; roba che riguarda me, amici/e e tanto altro ma per concludere scrivo che ciò che ho imparato da questi ambienti in primis, è che vi è una solidarietà talmente pura che non la trovi in nessun altro contesto. Tante persone sono ricche dentro, ed è una bellissima virtù. La Rivoluzione deve partire da questi ambienti e in primis, quella di Cultura.

Ade

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25 thoughts on “La Strada

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  1. “cultura” preferisco scriverlo con la ‘c’ minuscola. È un mio vezzo perché mi piace pensare che la cultura sia tale se è diffusa presso il più ampio numero di persone, di ogni estrazione. Appartiene alla collettività e non ha senso (e non lo è più) quando è “infusa” dall’alto, imposta da un elite di intellettuali pareucconi al servizio di lobby e potentati vari. Il problema è che il presupposto e il carburante per la cultura è pensare con la propria testa, risalire alle fonti, approfondire ciò che desta la nostra curiosità. Oggi prevale l’etichetta, il like, lo sfogo istintivo. È più facile, più comodo e non produce effetti collaterali come senso di responsabilità, senso civico, empatia. Come napoletano spese volte sono stato è ancora sono apostrofato con etichette preconfezionate. Respect per tutti coloro che riescono a migliorare la propria vita e quella dei propri cari pure essendo in contesti ostili. Gli architetti che hanno creato le Vele di Scampia dovrebbero marcire in carcere per crimine contro la bellezza e contro l’uomo. Hanno creato un ghetto sapendo cosa stavano facendo. Respect bro’ per questo post!

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