Poveri di ieri, poveri di oggi

Intro

La nascita dello Stato, ha creato le classi sociali. Trattasi di concezioni nate in tempi molto remoti ai nostri (basta studiarsi le prime Civiltà: Sumeri, Babilonesi e Assiri). I conflitti di classe nei Tempi Antichi e nel Medioevo erano pressochè inesistenti, per il semplice motivo che non esisteva la Coscienza nei meno abbienti. Erano servi della gleba/plebei, dunque nascevano con la consapevolezza di essere servi e che dovevano fare il lavoro dei loro padri e delle loro madri; i servi. Di sicuro ci saranno state rivolte e ribellioni, tipo contro un’eccessiva pressione fiscale (ci lamentiamo ancora oggi delle tasse distribuite male, figuriamoci nel Medioevo) ma erano fatti isolati e mai di massa o meglio, di collettivi. Gli Antichi Greci possedevano fabbriche (faccio un esempio) ma non bisogna confonderle con le fabbriche moderne. Chi lavorava nelle fabbriche nell’Antica Grecia, erano schiavi e non avevano alcun salario. L’operaio del 1800, seppur sfruttato e poverissimo, ha comunque un guadagno e dei diritti. Anche l’operaio messo più male rispetto ad altri operai, non è comunque paragonabile al servo della gleba. L’operaio (o comunque un lavoratore di uno Stato moderno) può ribellarsi e può contare sulla forza-lavoro, cioè sul creare un movimento capace di spaccare il culo a padroni e sistema, perchè possiede anche questa consapevolezza; il servo non è in grado di pensare roba del genere. Tempi diversi e la Storia insegna che certe contraddizioni, hanno bisogno di tanto tempo per essere superate o quantomeno migliorate. Questo dovrebbe farvi capire che dal Medioevo al 1800, sono stati fatti tantissimi miglioramenti e negarli significa storpiare la Storia. Io sono cresciuto con una Cultura anti-borghese e anti-padronale ma riconosco i meriti della Borghesia, intesi come meriti di una classe sociale che è nata da individui che lavoravano realmente (la classe di mezzo che nasce nel Basso Medioevo circa, nei borghi delle città), al contrario dei nobili che si crogiolavano nelle loro opulenze da dinastia e basta. Un nobile non ha la concezione del lavoro, per questo che ozia dalla mattina alla sera. Un borghese, se vuole fare fortuna, deve lavorare e dare lavoro. Certamente pure le classi borghesi hanno avuto dei risvolti terribili ma non si possono paragonare ai nobili, assolutamente no. La Borghesia, tra l’altro, è stata quella classe sociale che ha liberato i servi della gleba, trasformandoli in Proletariato. La Rivoluzione Francese è importantissima perchè spezza le catene del feudo, a favore della Società Moderna. Fu una Rivoluzione borghese; a quei tempi erano loro la Sinistra, benchè ci fossero già i comunisti e gli anarchici (Babeuf, Fourier, ecc…) come forze alternative ma erano comunque alleati dei Giacobini o di qualsivoglia avanguardia borghese, contro i nobili (nemico comune). La Borghesia al potere segna indubbiamente un progresso economico (nasce il benessere), sociale ed anche politico (lo Stato liberale è di certo migliore di una monarchia assoluta) ma si mantiene comunque il concetto di: casta, privilegi, compromessi e sfruttamento. La Borghesia purtroppo, è la stessa Borghesia che concede più potere alla mafia (già potente ai tempi del feudo, seppur diversa) e nel 1900 favorisce la nascita del Nazi-fascismo, contro il Comunismo e l’Anarchismo. Questo non significa che ogni borghese sia uno schiavista o fascista o mafioso, certo che no ma è stata una classe sociale (e lo è ancora) piena zeppa di contraddizioni, oltre che meriti (esempio semplice: la Massoneria europea iniziò come una forza illuminata ma poi, divenne un insieme di criminali e maestri della finanza, nonché delle banche; lo stesso potere bancario che farà di tutto per contrastare poi le forze comuniste/anarchiche, ricorrendo ad ogni mezzo; le stesse banche che oggi dominano incontrastate, esercitando un potere quasi totalitario). I liberali hanno tante responsabilità sulla nascita del Fascismo in Italia, del Nazismo in Germania o di qualsivoglia movimento reazionario. Chi comanda oggi, è comunque la Borghesia. Possiamo dire che è diversa da quella dei secoli scorsi, con rendite molto più potenti (i ricchi di oggi, fanno sembrare proletari quelli di ieri) ma è comunque la medesima classe sociale. La finanziarizzazione del Capitalismo, è il prodotto di un sistema che si divora da solo da tanto e troppo tempo. Una volta sconfitto il nemico (il Socialismo Reale), il Capitalismo ha iniziato una lenta e terribile degenerazione. Magari era già degenerato e di sicuro è così ma ai tempi delle lotte comuniste/anarchiche, era tenuto a bada e non di poco. Quello che oggi viviamo, è un Mondo senza idee e senza opposizioni fatte bene, perchè si sta rassegnando lentamente a questo cataclisma finanziario. Usciremo da questa crisi prima o poi ma con alternative valide, spero questo! Questo sistema, tra l’altro, non è nemmeno il Capitalismo democratico e trasparente di Adam Smith o il sistema misto di Keynes. Il tipo di Capitalismo che si è insediato in Occidente e poi in altre parti del Mondo, è il prodotto delle peggiori contraddizioni umane. Come nasce il Capitalismo pratico? L’accumulo di beni e capitali basato sulla razzia, come poteva fare Sir Francis Drake per l’Impero Britannico (lo fece realmente, ottenendo privilegi e nomine importanti dalla Regina Elisabetta I). È roba da criminali fino a prova contraria. 

Le classi meno abbienti

La classi meno abbienti di oggi, sono molto diverse da quelle di ieri per due fattori in particolare: sono cambiate certe esigenze ed è aumentato il benessere, anche se comunque il vero benessere è nelle mani di pochissimi. Ciò che manca oggi, è un’equa ridistribuzione delle ricchezze che solo col valore chiamato Collettività, puoi provare a fare. Le esigenze individuali non possono in alcun modo coprire le esigenze collettive ma l’individualismo sfrenato del Capitalismo, ha sotterrato le esigenze collettive. Chi parla oggi di Collettività? Trovatemi un politico (salvo qualche eccezione come Sanders o Corbyn) che parla delle esigenze collettive? I più se ne fottono altamente, perchè si preferisce una Società che potenzia l’individuo (corrompendolo) a sfavore della Collettività. La stessa Cultura si annichilisce, perchè cessa di essere una Cultura al servizio di tutti e diviene un becero intellettualismo di sistema. Il Sapere, se non è collettivo, serve a poco e si torna ad una situazione quasi medioevale (una minoranza che ruba pure il Sapere alla maggioranza). E’ inutile poi parlare di Coscienza di Classe o altro, se abbiamo le pance vuote. Per questo, che nessuno si ribella e chi vorrebbe ribellarsi fa parte di una minoranza. In una Democrazia, anche se deviata e degenerata, è il Popolo che deve dettare regole e deve pretendere la Verità e la Giustizia. Tante persone comuni sono corrotte, chi per stronzaggine o chi perchè non ha scelta migliore ma il risultato è comunque la situazione odierna. Certamente i poveri sono il capro espiatorio perfetto, specie se stranieri (la guerra fra poveri, è il miglior modo per non far sviluppare Coscienze critiche) ma prima o poi arriva sempre il punto di rottura. Le classi proletarie di ieri, hanno lasciato un retaggio unico perchè hanno strappato conquiste e diritti alle classi dominanti (Rivoluzioni, lotte sindacali, scioperi, occupazioni, ecc…). Le stesse conquiste che oggi ci negano, perchè fanno ancora paura a chi sta comodo sulla poltrona del potere. Mio nonno mi raccontava sempre di queste lotte, idem mio padre (me le racconta ancora) e tanti altri che ho conosciuto e che conosco. I poveri di ieri (venivano chiamati “pezzenti” dai ricconi di merda) non si sarebbero mai permessi di dare colpe ad altri poveri magari ancora più poveri; li avrebbero spronati a lottare. Oggi non c’è questa concezione, perchè i più tirano l’acqua al proprio mulino e stop. Io starò sempre dalla parte degli ultimi, perchè non si è ultimi per scelta ma molti devono svegliarsi, altrimenti vedranno sempre e solo più merda.

Ade

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